Roberto Vecchioni arriva a Palazzo Ducale: a Genova un viaggio tra cantautori, pop e rap

Mercoledì 8 aprile alle 18.30, nella Sala del Maggior Consiglio, il cantautore e scrittore Roberto Vecchioni sarà protagonista del secondo incontro del ciclo “Cantautori, Pop e Rap. Punti di vista”. Con lui il critico musicale Paolo Giordano per una riflessione sull’evoluzione del fenomeno cantautorale e sul ruolo di Genova nella musica italiana

Dopo l’apertura del ciclo con i Ricchi e Poveri, tocca a Roberto Vecchioni salire sul palco di Palazzo Ducale per il secondo appuntamento di “Cantautori, Pop e Rap. Punti di vista”, la rassegna che mette al centro la musica italiana e il rapporto speciale tra Genova e alcune delle sue stagioni più significative. L’incontro, in programma mercoledì 8 aprile alle 18.30 nella Sala del Maggior Consiglio, avrà come titolo “Fenomeno cantautori. Una nuova stagione?” e vedrà il cantautore e scrittore milanese dialogare con il critico musicale Paolo Giordano. L’ingresso sarà libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

Il progetto, curato da Roberto Vecchioni e Margherita Rubino, nasce con l’obiettivo di interrogarsi su come sia cambiata nel tempo la creatività musicale ligure, partendo dal cantautorato per arrivare al pop e al rap. Una riflessione ampia, che attraversa generazioni e linguaggi diversi, e che nei prossimi appuntamenti porterà a Palazzo Ducale anche Olly, atteso il 5 maggio, Sayf, in programma il 16 maggio, e Moreno, previsto il 22 maggio.
Al centro dell’incontro ci sarà il lungo percorso del fenomeno cantautorale italiano, che trova in Genova alcuni dei suoi nomi più importanti ma che, come sottolinea la stessa impostazione della rassegna, non può essere racchiuso nella formula della “Scuola genovese”, definizione spesso usata ma considerata impropria. Il viaggio parte dagli anni Cinquanta con Umberto Bindi, passa attraverso figure come Gino Paoli, Luigi Tenco, Fabrizio De André, Bruno Lauzi e Ivano Fossati, e arriva fino alle espressioni più recenti della scena pop e rap, dai Matia Bazar fino a artisti come Izi, Tedua, Vaz Tè, Moreno, Alfa, Bresh e Olly.
La presenza di Roberto Vecchioni dà peso a una rassegna che punta a tenere insieme analisi, racconto e memoria musicale. La sua carriera attraversa oltre mezzo secolo di canzone italiana. Dopo avere iniziato negli anni Sessanta come autore per altri interpreti, nel 1971 si presenta come cantautore con “Parabola”, disco che contiene “Luci a San Siro”, destinata a diventare una delle sue canzoni simbolo. Da lì in avanti arrivano il Festival di Sanremo, il premio della critica discografica, il grande successo di “Samarcanda”, oltre venti album, milioni di copie vendute e una produzione capace di toccare mondi diversi, dal pop al jazz, fino alle riletture più colte con pianoforte e quintetto d’archi.
Nel suo percorso non mancano i riconoscimenti più popolari, come il Festivalbar vinto nel 1992 con “Voglio una donna”, e quelli più prestigiosi, come il trionfo al Festival di Sanremo 2011 con “Chiamami ancora amore”, brano che gli valse anche il premio della critica “Mia Martini” e quello della sala stampa. Un profilo che rende particolarmente interessante il confronto genovese sul presente e sul futuro della canzone d’autore, in una città che continua a interrogarsi sul proprio ruolo nella musica italiana.
In copertina: Roberto Vecchioni, foto Fabrizio Iozzo Erma Pictures, inviata da Palazzo Ducale
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